Le Palais des Institutions Italiennes - Aujourd'hui





Il cuore faticato di questo complesso continua a sopravvivere, ma sopravvive male. La straordinaria catastrofe che emerge da alcuni rapporti tecnici ha luogo in una città che sembra seguire le stesse sorti. Finita l'era della Tangeri internazionale e della "dolce vita", uno dei più noti scrittori contemporanei di Tangeri scrive a proposito: "Tangeri soffre di moltissimi problemi. La stampa nazionale e regionale non passa un sol giorno senza che affronti la questione del patrimonio: lo stato della muraglia della Kasbah, il Gran teatro Cervantes che cade in rovina, il cinema Alcázar che sembra dover essere raso al suolo per essere rimpiazzato da un immobile, l'inquinamento della baia, la degradazione del sito del Café Hafa, del cimitero, il sito delle Grotte di Ercole trasformato in un Suk. Nonostante tutto ciò le aggressioni continuano"1 .

"Tangeri è diventata una città di cemento", afferma un anziano Professore da lui citato. Il problema della destinazione del palazzo, che vive ormai con i suoi vetri rotti, il tetto da rifare, gli intonaci inesistenti, si pone con particolare urgenza a partire dagli anni '90, in considerazione del crescente degrado dell'intero complesso. Le relazioni sullo stato della proprietà in quegli anni risultano estremamente negative, sia sulla gestione che sullo stato delle strutture. Solo un buon ristorante ed un ospedale funzionale e ben gestito riescono a non far apparire la proprietà in totale e completo abbandono.

Numerose ipotesi di riutilizzazione si sono poi rivelate, a parere degli addetti, di difficile realizzazione tanto che, dopo una "dettagliata missione" tecnica effettuata nell'aprile del 1995, la Commissione Immobili del Ministero esprime un orientamento favorevole alla sua alienazione o permuta. Nel documento, in conclusione, si legge: "Pur ammettendo che potrebbe recare danni al prestigio dello Stato Italiano in Marocco la perdita del Palazzo per la sua alienazione o permuta, occorre dire che lasciarlo nelle condizioni in cui si trova, costituisce un pregiudizio forse ancora più grave alla nostra immagine, oltre a comportare un danno all'erario a causa del suo continuo degrado e quindi perdita di valore".2

Si avviano così le procedure di stima immobiliare al fine di un'eventuale alienazione o permuta in cambio di un terreno di uguale valore, preferibilmente a Rabat .

Nel 1996 lo Stato Italiano comunica il parere favorevole a un possibile passaggio di proprietà dell'intero terreno, salvo le proprietà gestite dall'ANSMI (Palazzina Tivoli e Ospedale Italiano). La stima viene fatta recapitare il 25 marzo 1997. Riassumendo recita così:

"Data la crisi economica generale e in particolare immobiliare causata dallo sradicamento totale della produzione, circolazione e vendita di hashish, e di inconvenienti quali la presenza di una chiesa, ospedale destinati ad essere demoliti, questa proprietà è stimata a 20.000.000 Dirham, equivalenti a circa 4 miliardi di Lire3.

L'offerta del governo Marocchino non tarda, ma viste le poche disponibilità monetarie si propone un terreno di uguale valore a Tangeri o a Rabat.

Tra il 1996 e il 1998 un ultimo intervento di manutenzione straordinaria di circa 230 milioni di lire ha permesso l'impermeabilizzazione di parti delle terrazze e il blocco provvisorio delle infiltrazioni d'acqua e dei conseguenti danni che ne deriverebbero.

Il 20 dicembre 1998 la Camera dei Deputati, nell'ambito del disegno di legge "Autorizzazione di spesa per l'acquisto, la ristrutturazione e la costruzione di immobili da adibire a sedi di rappresentanza" già approvato dal Senato, richiede il recupero dell'interno del Palazzo (considerato "straordinario bene culturale") per trasformarlo in "casa del Mediterraneo" punto d'incontro e di collaborazione euro-mediterranea. A tale richiesta, però, non sarà dato alcun seguito in ambito ministeriale4.

Un nuovo tentativo si verifica con l'inizio del nuovo millennio, quando viene creata l'operazione Zagara allo scopo di ricercare e raccogliere fondi (circa 2 miliardi di lire) per la ristrutturazione del Palazzo. Lo scopo ultimo è quello di creare un luogo d'incontro e di attività per la realizzazione di progetti da attuarsi in partenariato con la società civile e le istituzioni italiane e marocchine. L'operazione Zagara comincia a prendere forma nel 1998 durante un seminario attorno alla figura di Elisa Chimenti. Nel progetto approvato, oltre ad eventi culturali, trovano spazio attività a carattere permanente, quali un centro polivalente sull'artigianato mediterraneo, un foro ambiente habitat e migrazioni, un laboratorio metodologico e di servizi e un teatro, biblioteca e spazio museale e multimediale interattivo5 .

In una riunione del Ministero sulle proprietà demaniali nel 2001 alla quale partecipano rappresentanti di Zagara, la formula di concessione ad una fondazione cui affidare la gestione del Palazzo ivi l'onere del restauro risulta essere la proposta più apprezzata6 . Tutto ciò non avrà purtroppo seguito.

Intanto il Vice Consolato a Tangeri, in un appunto al Consolato Generale, denuncia il rischio di danni irreparabili se non vengono iniziate opere di manutenzione alla struttura portante e la pericolosità che certe manifestazioni comporterebbero (concerti, convegni ecc.) tanto per la struttura quanto per «il calpestio di persone che indeboliscono il fragile edificio». Si informa inoltre che lo Stato marocchino è fortemente interessato a riacquisire il Palazzo7.

Si tratta del preambolo per una totale chiusura dell'immobile, in vista, si sussurra, di una totale "liberazione" di quella che ormai appare soltanto come una zavorra. L'espressione di un rinnovato interesse da parte del regno marocchino per il bene demaniale italiano segue la volontà del nuovo Re di rilanciare le aree del nord, precedentemente ignorate dai vecchi sovrani.

1 Tafersiti Rachid, Tanger 1999-2003 in Chroniques d'une transitino, Zaraouila, Tanger,2004.
2 Archivi Consolato Generale di Casablanca, Ricognizione dei beni immobili demaniali della Commissione Immobili del Ministero, del 24-29.04.1995.
3 Cfr. documento Archivi Consolato Generale di Casablanca ?????
4 Cfr. documento Archivi Consolato Generale di Casablanca ?????
5 Cfr. documento Archivi Consolato Generale di Casablanca ?????
6 Cfr. documento Archivi Consolato Generale di Casablanca ?????
7 Cfr. documento Archivi Consolato Generale di Casablanca ?????